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Pace fiscale Catania 2026: come funziona la definizione agevolata

06 agosto 2026

Pace fiscale Catania 2026: come funziona la definizione agevolata

Vent'anni di pendenze in un colpo solo. Il Consiglio comunale di Catania ha approvato il regolamento sulla definizione agevolata dei debiti tributari e patrimoniali — quella che il sindaco Enrico Trantino ha presentato come "pace fiscale" e definito "un'occasione irripetibile" — e per una volta il nome non è esagerato: chi ha pendenze con il Comune maturate tra il 1° gennaio 2006 e il 31 dicembre 2025 potrà chiuderle pagando solo il capitale. Sanzioni e interessi spariscono.

Se hai uno studio a Catania, nelle prossime settimane il telefono squillerà spesso. Vediamo cosa rispondere ai clienti — e come organizzarsi per non farsi travolgere.

Cosa rientra nella pace fiscale di Catania

L'elenco è ampio e copre praticamente tutto quello che un contribuente può dovere al Comune: IMU, TARI, Canone Unico Patrimoniale, canoni comunali, sanzioni amministrative, verbali del Codice della Strada, ingiunzioni di pagamento e contenziosi tributari ancora pendenti. Rientrano anche le rateizzazioni già in corso con versamenti non effettuati, oltre agli omessi versamenti e alle omesse dichiarazioni.

La regola generale è semplice: per tributi e canoni si paga la sola quota capitale, più le spese di notifica e di procedura. Per le multe stradali resta dovuta la sanzione principale, ma senza interessi, mora e maggiorazioni.

Un dettaglio che vale oro in fase di consulenza: il regolamento permette di scegliere quali posizioni regolarizzare. Il cliente non è obbligato ad aderire per tutta l'esposizione accumulata — può intervenire su singoli debiti o singole cartelle. Per chi ha situazioni stratificate in vent'anni, questa flessibilità cambia completamente la strategia: si può valutare posizione per posizione dove la convenienza è reale e dove invece conviene proseguire un contenzioso.

Le scadenze: 90 giorni, non uno di più

La domanda va presentata entro 90 giorni dall'entrata in vigore del regolamento, che è già operativo. Il termine è tassativo: chi arriva al giorno 91 resta fuori.

Novanta giorni sembrano tanti. Non lo sono. Tra ricostruire la posizione debitoria del cliente, recuperare avvisi e ingiunzioni, verificare cosa conviene definire e cosa no, e materialmente presentare l'istanza, i tempi si mangiano in fretta — soprattutto se i clienti da seguire sono decine.

Come si presenta la domanda di definizione agevolata

Le istanze si presentano esclusivamente in via telematica, tramite la piattaforma dedicata accessibile con SPID o Carta d'Identità Elettronica, anche attraverso l'App "Catania" e il portale del Comune. La domanda può essere inoltrata direttamente dal contribuente oppure — ed è qui che entra in gioco lo studio — tramite professionisti, CAF o altri soggetti delegati. La riscossione fa capo al concessionario Municipia.

Una volta presentata, l'istanza viene valutata ed elaborata dal Comune, che quantifica il dovuto al netto di sanzioni e interessi.

Pagamento e rateizzazione

Chi può, salda in un'unica soluzione. Chi non può, rateizza:

  • fino a 24 rate mensili per debiti non superiori a 5.000 euro;
  • fino a 48 rate mensili per importi superiori.

Attenzione a un punto che va spiegato bene al cliente: sulla rateizzazione si applicano gli interessi di dilazione. L'azzeramento riguarda sanzioni e interessi maturati sul debito, non il costo della dilazione futura. Chi paga subito paga meno: è un argomento da mettere sul tavolo quando si costruisce il piano.

C'è poi il beneficio collaterale, spesso decisivo per convincere i clienti più restii: aderire significa evitare (o fermare) pignoramenti, ingiunzioni e fermi amministrativi.

Perché il Comune di Catania fa la pace fiscale

Non è solo un regalo ai contribuenti. Per l'Amministrazione è un modo per recuperare risorse che con le procedure ordinarie difficilmente rientrerebbero: il sindaco Trantino ha annunciato che le somme incassate andranno a manutenzione stradale, verde pubblico e servizi essenziali. La misura nasce dalla facoltà concessa agli enti locali dalla Legge di Bilancio 2026 — la cosiddetta "rottamazione quinquies" applicata ai tributi comunali — e ogni Comune la declina con regole proprie: quelle di Catania sono queste, ma per i clienti con pendenze in altri Comuni della provincia va verificato caso per caso cosa è stato deliberato.

Come organizzarsi in studio (senza annegare nella carta)

Qui parliamo di operatività pura. Per ogni cliente che aderisce servono: avvisi di accertamento, cartelle, ingiunzioni, verbali, eventuali atti dei contenziosi pendenti, ricevute di versamenti parziali. Moltiplicato per decine di clienti, con una scadenza tassativa a 90 giorni, il rischio è il solito: documenti che arrivano via email, WhatsApp, buste di carta consegnate a mano — e lo studio che passa più tempo a rincorrere le carte che a fare consulenza.

È esattamente il tipo di situazione per cui abbiamo costruito Dooko: un unico posto dove il cliente carica i suoi documenti, con l'elenco chiaro di cosa manca, e dove lo studio trova tutto già ordinato per pratica. La pace fiscale la gestisci tu, con gli strumenti che già usi. Il caos della raccolta, quello lo puoi eliminare.

Hai clienti con pendenze verso il Comune di Catania? I 90 giorni sono già partiti. Organizza subito la raccolta documenti e trasforma questa scadenza in un'occasione — per i tuoi clienti e per il tuo studio.

Fonti: Comune di Catania, comunicato del 5 agosto 2026; conferenza stampa di presentazione a Palazzo degli Elefanti.

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